La salvezza non è un’impresa

La salvezza non è un’impresa

L’Ufficio Studi Mag vi propone la lettura di un articolo apparso sul sito avvenire.it, il 19 Febbraio 2017.

In questo articolo, l’autore Luigino Bruni, afferma che per il buon funzionamento delle imprese è fondamentale la presenza di un leader, un uomo o una donna carismatico/a  che possa dirigere i suoi “seguaci” con amore e non solo impartendo ordini in maniera autoritaria,  cosicchè i lavoratori e le lavoratrici possano svolgere le loro funzioni felicemente.

“Non stupisce, allora, che un’ ultima frontiera delle grandi imprese sia la spiritualità nel management, che sta conoscendo un vero e proprio boom. [...] Un ambito dove questa ondata di spiritualità è particolarmente evidente e pericolosa è il variegato mondo della leadership. [...] Nelle nuove imprese è indispensabile ottenere il consenso dell’anima e del cuore, non basta quello del contratto, e solo un leader può guadagnarsi questo tipo di adesione dello spirito. [...] Il leader ha il dono di trasformare ordini esterni in ordini interiori, dove ogni seguace aderendo intimamente alle direttive del leader obbedisce solo a se stesso, realizzando così la più grande autonomia del lavoratore-seguace. Si realizza finalmente il sogno di un sistema di produzione ‘fraterno’, non più basato sul conflitto e sulla lotta, ma sul consenso libero e reciproco del cuore.”

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“Le aziende che vogliono sinceramente aumentare il benessere dei loro lavoratori (e ce ne sono), quelle che hanno capito che la coltivazione della vita spirituale li fa vivere meglio, lascino loro un tempo adeguato per coltivare queste dimensioni essenziali della vita ma al di fuori del posto di lavoro. Con la loro famiglia, con i loro amici, con le loro comunità. Non cerchino il monopolio delle vite e delle anime. La spiritualità che fa bene e che fa vivere richiede più aria di quella possibile dentro gli uffici, più cielo di quello che si vede dalle finestre delle imprese, più luce di quella delle lampade led. E soprattutto ha bisogno di due parole che poi sono una: libertà e gratuità.”

Qui è possibile consultare l’intero articolo.

Buona lettura!

Ufficio Studi Mag


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